Autore: Cruschiform
Illustratore: Cruschiform
Editore: L'Ippocampo
Collana: Albi illustrati
Anno: 2017
Età: per tutti
Prezzo:

Colorama

Colorama, il libro di oggi, a prima vista è un semplice campionario di colori, che già di per sé lascia a bocca aperta per la struttura che pretende di essere sfogliata e ammirata, ma questo libro di Cruschiform è molto, molto di più, un immaginario poetico direi.

133 le tonalità di colore presentate e scelte vanno dal «bianco neve» fino al «chiaro di luna», in un viaggio circolare che impercettibilmente attraversa i toni del rosa e poi del rosso, i toni caldi aranciati e gialli per poi declinare lentamente verso il verde, il blu, il viola e cadere poi nei neri più profondi e risalire in modo quasi inavvertibile verso i grigi. Per ogni doppia pagina a destra la campitura piatta del colore, a sinistra un’illustrazione, un nome e un breve testo.

Per ogni minima variazione cromatica è offerta una storia con l’immagine e il testo nella pagina di sinistra: a volte il riferimento è al nome preciso del colore («cachi, glauco, giallo canarino, avorio, verde clorofilla…»), in altri casi il titolo è frutto di scelte arbitrarie degli autori che collegano una particolare tonalità ad un nome inventato («rosso Marte, bianco polare, blu Tuareg…»), ad un oggetto, ad una storia, ad un personaggio, ad un animale, ad un modo di dire… La coerenza delle scelte è tale che si fatica a distinguere le reali tonalità cromatiche riconosciute da quelle inventate!

Innumerevoli i riferimenti come innumerevoli sono i modi attraverso cui l’uomo ha cercato di fissare e descrivere le impercettibili differenze che osservava affascinato nel mondo, in calce al testo un indice cromatico e tematico vi darà altri spunti di riflessione (quali nomi di colori nascono con un tessuto? Quali invece si riferiscono agli uccelli? Quali sono tipici delle uniformi?).

Lo stile grafico dello studio creativo Cruschiform è intrigante e riconoscibile. Le figure declinate sullo sfondo bianco spiccano, senza per questo soffrire di una posa statica e fredda: i soggetti si guardano intorno, suggeriscono una realtà non messa a fuoco ma presente e questo rende le illustrazioni molto dinamiche. La corrispondenza del colore tra pagina monocromatica e illustrazione è perfetta e ci si stupisce ad osservare con attenzione il dettaglio (provate ad esempio nella figura del «lichene» o degli «stimmi di zafferano»), godendone il tono.

recensione a cura di Scaffale Basso

 

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