17^ Edizione
RACCONTI VISIONI E LIBRI PER ESPLORARE IL TEMPO

Quanto manca?

Cagliari e altri comuni dell’isola dal 5 al 10 ottobre 2022

Ideato e organizzato dalla Libreria per Ragazzi Tuttestorie, e progettato in collaborazione con lo scrittore Bruno Tognolini, il Festival Tuttestorie si rivolge un pubblico di bambine e bambini, ragazze e ragazzi da 0 a 16 anni, con uno spazio di approfondimento e formazione dedicato al pubblico adulto. Il programma prevede appuntamenti con ospiti internazionali fra scrittori, illustratori, artisti, narratori, musicisti, attori, danzatori, scienziati, musicisti, giornalisti.

Dall’EXMA di Cagliari, quartier generale del festival che quest’anno riaprirà le sue porte alle scuole, il festival abbraccerà i comuni di Gonnesa, Iglesias, Monastir, Monserrato, Quartu S.Elena, Ruinas, Villanovaforru e i Sistemi Bibliotecari SBIS e Sarcidano-Barbagia di Seulo.

Incontri, laboratori, spettacoli, narrazioni, performance, mostre ed eventi speciali saranno dedicati nel 2022 al tema del TEMPO. Quasi a chiudere (speriamo) una trilogia di vita del festival negli anni della pandemia. Dopo IL CORPO e IL VIAGGIO, IL TEMPO ci è sembrata la terza variabile impazzita di questi due anni e con il festival proveremo a raccontarla, per quanto inafferrabile.

Lo faremo partendo come ogni anno dalla PASTA MADRE, la mappa, tracciata con Bruno Tognolini e Nicoletta Gramantieri, che useremo come traccia del nostro viaggio.

Leggetela come tale, magari giocando a immaginare che viaggio nel Tempo fareste voi.

Pasta Madre

Quanto manca? Quanto dura? Quanto resta? Domande semplici, care ai bambini e ai vecchi: ma al tempo stesso arcane e complicate. Perché noi umani il tempo in fondo non lo sappiamo davvero dire. Forse perché ci siamo immersi dentro.

Per dirlo infatti lo volgiamo in spazio. “Ubi sunt?”, si chiedevano gli antichi pensando alle cose passate. “Où sont les neiges d’antan?”, “Where have all the flowers gone?”. Ci chiediamo dove, non quando. Per dire “prima” facciamo il gesto di gettarci qualcosa alle spalle: spazio dietro. Per dire “poi” facciamo una ruotina con le dita in senso orario: spazio avanti.

Ma se il tempo non si può dire nella vita, si può sempre raccontare nelle storie. Che il tempo se lo lavorano come un impasto. Lo stringono accorciato nei salti temporali: “passarono sette anni…”, e cosa accadde tutti i giorni ce lo dobbiamo immaginare. Lo stirano a matterello nelle descrizioni: “la valle si apriva a nord…” e avanti per mezza pagina, coi personaggi tutti fermi ad aspettare. Lo tagliano esatto dei dialoghi: “disse, rispose, disse, rispose…”, e il tempo narrante coincide col tempo narrato. Lo spostano e cuciono, il prima col dopo, flash-forward, flash-back. Lo sospendono con la paura: suspense!

E quanto tempo vivono, poi, le storie? Milioni di libri appaiono e scompaiono nel giro di pochi mesi. La Bibbia e il Mahābhārata sono lì da millenni.

E quanto tempo durano i libri, quanto ci vuole a leggerli? Molto per i romanzi e poco per gli albi illustrati? La mamma: ma questo finisce subito! La libraia: no, signora, vedrà che dura. Perché negli albi le parole sembrano dire “vai, vai”, fanno correre avanti verso la fine; ma le figure dicono “piano, piano, fermati, guarda, non sai cosa ti perdi se corri via”.

E il tempo passato a leggere com’è? Senza tempo, lungo e corto, come nei sogni?

Lunghe o corte, le storie sono un cuore per gli umani, che batte il tempo in ritmo e mette in riga il caos. Quel giorno partì… Ma prima, fin da bambino… Poi incontrò, poi giunse, poi fece… Nel frattempo però, in un altro posto…. E dopo tre anni… E allora… E infine….

E infine ecco, chiudi il libro e la stanzetta della vita per un po’ rimane linda in ordine. Poi ripassa la realtà ed ecco di nuovo tutto sottosopra. Ci vorrà un’altra storia, un libro, un film, una serie, un videogame, per riassettare ancora. Fino a domani: e così passa il tempo.

Passa un tempo diverso oltre l’armadio di Narnia, nei cui reami i fratelli vivono imprese per anni, ma tornando si ritrovano bambini come un’ora prima. Mentre con Anna dai capelli rossi e Harry Potter ci sembra di crescere insieme, anno per anno e libro per libro. E intere giornate in tempo reale e fantastico viviamo in certe storie di Astrid Lindgren, dove a volte non succede quasi niente ma sembra di essere lì ogni minuto.

Passa e non passa il tempo delle fiabe. Quel “c’era una volta” che poi corre veloce con gli stivali delle sette leghe, ma anche lento nel consumare scarpe di ferro e nel tessere camicie senza cuciture, nei sonni lunghi cent’anni, nell’attesa di nascite, ritorni, frutti dell’orto. Nel trucco di Sherazade nelle Mille e una notte: spostare sempre a domani la fine della storia, per eludere la fine della vita. Le fiabe si leggono nel tempo di un soffio, ma hanno dentro un respiro infinito.

Passa il tempo dei giorni scandito nei fogli dei diari. Enrico di Cuore, Giannino Stoppani, Prisca di Ascolta il mio cuore: sere passate a scrivere inutilmente, meravigliosamente, in pagine leggere, di calendari vivi: stesso tempo per scriverle loro, per leggerle noi.

Proveremo ad avventurarci in questo reame: fra viaggi e macchine del tempo, tracce preistoriche umane, piante e animali che riemergono dal passato. Tempo cronologico e meteorologico, il tempo che va e il tempo che fa. Tempo musicale, adagio, andante, vivace, rubato. Tempo sospeso e sacro dell’infanzia, tempo adulto che vola avanti, dei vecchi che si volta indietro.

E il tempo ritmato fra prima e dopo, notte e giorno, compleanni e Natali, nascite e morti. C’è un tempo dell’attesa, del troppo presto, che dice che certe cose le farai “quando sarai grande”; e un tempo del troppo tardi, che dice che ormai non puoi più perché grande sei già. C’è il tempo difforme degli esseri viventi: quello degli alberi, dei funghi, dei fiori; di tartarughe centenarie e di farfalle che vivono un giorno (e a mezzo pomeriggio, dice Altan, ne hanno già le scatole piene). Degli animali estinti, il cui tempo è finito, e di quelli che si evolvono ancora per averne dell’altro.

E per finire, alzando gli occhi, c’è il tempo dei pianeti e delle stelle: lo spazio-tempo, detto anche “cronotopo”, che suona come un buffo personaggio; e gli anni-luce, che sono misura di spazio e di tempo a una volta. E il tempo innumerabile del cosmo, tredici miliardi di anni dal Big Bang: sì, ma prima? Se quella stella che vedo è morta da tanto, io per lei sono il futuro?

Ecco, questo Festival Tuttestorie metterà tutto il Tempo in fila in storie. Ci riuscirà? No, per fortuna, non si può ingannare il tempo: il tempo passerà, passerà bene, ne resterà per riprovarci l’anno dopo. Quanto manca? E l’anno dopo ancora? Quanto resta?