16^ Edizione

CAGLIARI 7 -10 ottobre 2021

6 - 15 ottobre 2021 programma scuole cagliari
e altri comuni

Racconti visioni e libri vagamondi

Dietro la curva c'è l'infinito

Cagliari e altri comuni dell’isola dal 6 al 15 ottobre 2021.

Ideato e organizzato dalla Libreria per Ragazzi Tuttestorie, e progettato in collaborazione con lo scrittore Bruno Tognolini, il Festival Tuttestorie si rivolge un pubblico di bambini e ragazzi da 0 a 16 anni, con uno spazio di approfondimento e formazione dedicato al pubblico adulto. Il programma prevede appuntamenti con ospiti internazionali fra scrittori, illustratori, artisti, narratori, musicisti, attori, danzatori, scienziati, musicisti, giornalisti. Incontri, laboratori, spettacoli, narrazioni, performance, mostre ed eventi speciali saranno dedicati nel 2021 al tema del VIAGGIO.
Come nel 2020 anche questa del 2021 sarà un’edizione speciale. Il digitale si è rivelato una risorsa importante e ci ha offerto nuove opportunità, ma il festival non rinuncia alla sua vocazione comunitaria, proponendo un programma che si svolgerà in modalità ibrida (in presenza e su piattaforma), cercando di restituire alle bambine e ai bambini e agli adulti curiosi il piacere di incontrarsi e stare assieme attorno ai libri e alle storie.
Lo scorso anno, in tempi di distanziamento, il tema del Festival Tuttestorie è stato IL CORPO. Quest’anno, in tempi di reclusione, sarà IL VIAGGIO. Parleremo di viaggio, in tutte le sfumature che abbiamo scelto: fra queste, certo, anche la grande categoria del “Viaggio Immobile”, a cui oggi la pandemia ci costringe.
Cominciamo il nostro percorso per costruire il programma del festival dalla PASTA MADRE.
La PASTA MADRE è la mappa, tracciata con Bruno Tognolini e Nicoletta Gramantieri, il Festival è il viaggio. Come ogni viaggio, non toccherà tutti i punti della mappa, ma la userà per tracciare il suo cammino.
Leggetela come tale, magari giocando a immaginare che viaggio nel Viaggio fareste voi.
Troverà questo cammino abbastanza libri, autori, illustratori, laboratori, maestrie, atti iventati d’arte e comunità per toccare più punti possibile di questa mappa?

Vedremo. Proviamo. Speriamo.

la mappa

Pasta Madre

La tribù dei Sapiens ha cacciato tutte le prede e raccolto tutte le erbe: non c’è più niente qui, bisogna andare via, andare “lì”. Il bimbetto dal lettino guarda la porta dove sparisce la mamma: lì è meglio di qui, se lei ci va, io voglio andare “lì”. È partito il viaggio. Da lì in avanti ci sarà sempre un orizzonte, un oltremare, un oltre il colle che lo sguardo esclude.
Come ogni anno invece il tema include: ogni storia è giramonda, ogni libro è viaggio. Allora come si fa? Come in viaggio: si fa un cammino, che trova le tappe sue e perde le altre. Non tutto nei viaggi dei libri potendo esplorare, tracciamo una rotta arbitraria e su quella partiamo: magari quest’anno una Pasta Figlia dirà dove siamo davvero passati.
Dunque via. Ci son le storie del viaggio primigenio, le fiabe che progettano i millenni. I Giovannino nomadi del mondo, che “sentendo arrivato il momento di cercare fortuna, fece il suo fagottello e partì”. Cercando cosa? Sempre lo stesso: un lì meglio di qui.
Ci sono storie di viaggi-viaggi e di viaggi-mete. Le prime narrano l’incanto del tragitto: il viaggio è l’andare, si dice, una volta arrivati lì la storia è finita. Ma a volte non riesce a finire. Ci sono viaggi così fondi e travagliati da cui non si riesce a tornare: Frodo, i veterani del Vietnam, Primo Levi. Ma anche da viaggi più lievi il viandante torna diverso nel suo qui, che trova diverso. Può viverci, come Jo di Piccole Donne dopo New York, e Tom, Huck e Joe dopo l’isola di Jackson: ritornano, ma non sarà più “come prima”.
I viaggi-mete invece narrano soggiorni: incantati di Vacanze nell’Isola dei Gabbiani, o terribili di sopravvivenza nelle Terre Selvagge. Il percorso d’arrivo non conta, il vero viaggio che ci cambia è la dimora: scoprire nuovi noi in un nuovo qui. E noi, che oggi ci domandiamo se questa reclusione pandemica sia viaggio o dimora, e se al ritorno saremo mai gli stessi: potremmo provare a fare della prigione soggiorno, cercare meraviglia, formazione e trasformazione, viaggi possibili in questo lungo forzato “qui”.
Ci sono viaggi piccoli ma immensi: quelli dei libri che narrano spedizione leggendarie verso il bagno da soli, verso il letto da soli per la prima volta. E viaggi immensi ma anche piccoli, come il piede dell’astronauta giù dal gradino del modulo lunare.
Ci sono viaggi addirittura immobili, come quelli di ogni lettore che viaggia seduto leggendo fantasy, fantascienza, avventura, romanzi di formazione, diari di viaggi: libri che fanno girare il mondo. Ma non tutto: il nostro progetto “Giro del mondo in 80 libri” s’è arenato nell’editoria italiana per ragazzi “occidentalocentrica”, che dalle moltissime lingue del mondo traduce pochissimi libri, e sempre da quelle.
E ancora: ci sono storie che non solo narrano i cammini, ma camminano loro stesse. I neonati, che smettono il pianto col ritmo dei passi, hanno memoria forse di mamme ancestrali che per ere infinite camminavano le savane con loro in spalla, cantando il mondo. E i greci chiamavano “piedi” i versi della poesia, perché cantavano il mondo bussando la terra col ritmo dei passi.
E così via, “cammina cammina” sulle tracce dei viaggiatori leggendari: Marco Polo, Polissena del Porcello, Ulisse, Nellie Bly, Pinocchio, Doroty, Samantha Cristoforetti, Rasmus, Remy, Dante, San Francesco… La processione senza fine dei nomi famosi; e dietro a loro la folla dei senza nome, le cui storie vagamonde saranno lette, quando hanno fortuna, da commissioni che decidano l’asilo.
Racconteremo nel nostro Festival tutto questo. Oppure altro: dipenderà da quale infinito ci aspetta dietro la curva, girando pagina, il prossimo autunno.

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